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Corriere Mercantile

Martedì 4 luglio 2006

Da oggi una petizione del Mil

«I Savoia restituiscano 70 mila miliardi»

Il Mil raccoglie firme
per chiedere il
risarcimento per i
danni causati dal
saccheggio del 1849

 

Il Mil presenta il conto ai Savoia. Ed è un conto salato, eccome: settantamila miliardi di vecchie lire. Da oggi il Movimento Indipendentista Ligure avvia una raccolta di firme per chiedere che l'ex casa regnante rimborsi i danni provocati con quello che è passato alla storia come il "saccheggio di Genova".

Gran brutto momento per i successori della famiglia che unificò l'Italia. Non bastasse lo scandalo che ha portato in carcere Vittorio Emanuele con accuse gravi anche se con il passare del tempo l'attenzione ha finito con il concentrarsi sugli aspetti più boccacceschi della vicenda, la settimana scorsa il consiglio con1unale di Genova ha approvato una mozione che prevede la collocazione di una targa ben visibile che ricordi il sacco di Genova autorizzato dall'allora re Vittorio Emanuele II.

Dopo la decisione politica, l'affondo del Mil. Proprio da Palazzo Tursi oggi alle 14 partirà la raccolta di firme per chiedere giustizia ad oltre un secolo e mezzo di distanza.

«E' il primo passo - spiegano gli esponenti del Mil - della battaglia per ottenere che gli eredi Savoia siano chiamati a risarcire la comunità genovese per i danni provocati durante il saccheggio di Genova del 1849 autorizzato dal loro avo Vittorio Emanuele II».

Un grande striscione con la scritta "I Savoia risarciscano Genova" verrà collocato oggi in via Garibaldi in occasione della seduta del consiglio comunale e dell'avvio della raccolta delle firme. «Gli eredi Savoia - insistono i vertici del Movimento Indipendentista Ligure - sono titolari di un enorme patrimonio frutto anche dei saccheggi effettuati dai loro avi. I parlamentari liguri e le istituzioni (Comune, Provincia e Regione) devono aprire una vertenza internazionale. I danni già accertati nel 1849 dal Comune di Genova, per i quali non esiste prescrizione, sono equivalenti oggi, con rivalutazione ed interessi composti, a circa settantamila miliardi di vecchie lire. E'giunto il momento che la città venga risarcita».