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Il Secolo XIX

Giovedì 10 agosto 2006

LETTERE

L'inceneritore è pericoloso

Vorrei intervenire anch’io sulla vicenda dell’inceneritore con una semplice considerazione. Tutti gli scienziati che si stanno schierando a favore dell’inceneritore, cercando di dimostrare che non inquina e quindi non è pericoloso, dove erano e che cosa facevano quando l’amianto era talmente in auge che lo stavano mettendo ovunque? Perché non si sono dati da fare accertando la sua gravissima pericolosità? Hanno fatto un calcolo, anche approssimativo, di quello che è costato alla comunità, in salute e soldi, trattare i "malati da amianto" (quasi sempre incurabili), risarcirli ed eliminare l’amianto dalle costruzioni, tubature, ecc? Perché allora correre il rischio di fare un inceneritore che costerà circa 200-400 miliardi delle vecchie lire e sicuramente produrrà ceneri tossiche e nocive (comunque da smaltire) e fumi che, date le altissime temperature, saranno in gran parte incontrollabili, per le nanoparticelle prodotte? Già ora vediamo cosa succede per i depuratori che, se non funzionano a dovere, fanno solamente danni. Cosa succederebbe se una notte si verificasse un guasto a un inceneritore di tale grandezza, che riversasse tutta la sua potenza tossica sulla città? Perché allora non voler invece considerare la strada del riciclaggio totale della rumenta, possibilissimo perché grandi città come Camberra e San Francisco lo stanno facendo, con la creazione di numerosi posti di lavoro? Anche in Italia comuni con alta coscienza ambientale si stanno orientando su tale strada. Se esperti che lavorano all’Istituti Tumori come i dottori Gennaro e Valerio si schierano contro l’inceneritore avranno pure qualche ragione.

Vincenzo Matteucci
Genova