Home > La Cronaca > Nella Genova dei Dogi non esisteva “sprecopoli”

[ Indietro ]

 

Il Secolo XIX

Martedì 6 novembre 2007

ditelo a Maggiani

Nella Genova dei Dogi
non esisteva “sprecopoli”

Eminenti politologi (come Giovanni Sartori) si stanno esercitando nel fuoco incrociato contro il federalismo “all’italiana” perché foriero di sprechi ed inefficienze. Ritengo che abbiano ragione, ma solamente perché non si ha il coraggio di indicare la vera strada contro tutto questo. L’unità d’Italia non solo si è dimostrata un fallimento, ma ha addirittura peggiorato il carattere delle popolazioni che sono diventate soprattutto irresponsabili, abituandosi a scaricare tutto sul governo romano. Nei loro Stati preunitari, ogni Comunità aveva invece il senso della responsabilità e della emulazione, sforzandosi di essere “più bravo degli altri”. Il Rinascimento non nasce nell’Italia unita, ma all’interno degli Stati preunitari. L’attuale “sprecopoli” italiana non c’era nella Repubblica di Genova nella quale il Doge, una volta eletto nel Palazzo, doveva portarsi le sue mobilia da casa e le Ambasciate erano alloggiate nei palazzi dei Rolli, a spese dei proprietari. Lasciamo quindi perdere il federalismo “italiano”. Restituiamo alle Comunità “storiche” la loro antica indipendenza, con tutte le responsabilità e i poteri decisionali. Dove questo è stato fatto (le tre Repubbliche baltiche) è cambiata la vita e ogni comunità è sulla strada dello sviluppo sociale ed economico. La Liguria dia l’esempio; non avendo mai votato il plebiscito di annessione all’Italia, ha tutti i diritti internazionali di ritornare indipendente.

Vincenzo Matteucci e-mail