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Il Secolo XIX

Giovedì 22 novembre 2007

ditelo a Maggiani

I danni per l'esilio ai Savoia/2
A Genova devono 2 miliardi

La cosidetta "famiglia reale" dei Savoia ha finalmente fatto capire perchè ci teneva tanto a rientrare in Italia: diventando cittadini italiani potevano citare in giudizio il governo per chiedere i danni che, secondo loro, hanno subito. Come genovese mi auguro che il governo italiano debba risarcirli dei 260 milioni di euro richiesti. Finalmente così il Sindaco di Genova potrà citare i Savoia in giudizio e chiedere loro i 2 miliardi di euro per i danni che il loro avo, Vittorio Emanuele II, fece alla Comunità genovese durante il saccheggio del 1849. Il senatore Aleandro Longhi ha presentato il 18 luglio 2002, una initerpellanza parlamentare dal titolo: "Al rientro in Italia i Savoia risarciscano i danni per il sacco di Genova del 1849 voluto da Vittorio Emanuele II" e ha quantificato tali danni in 721 mila lire di allora che, rapportati ad oggi, con i relativi interessi, fanno appunto 2 miliardi. Invito il Sindaco di Genova, a tutela degli interessi dei suoi cittadini, ad iniziare già le relative pratiche legali. Anzi, già che ci siamo, dia anche il via alle procedure per rimuovere da piazza Corvetto l'odiosa statua di Vittorio Emanuele II che, dopo il saccheggio, ringraziando il generale La Marmora per il «lavoro svolto», definì i genovesi «vile ed infetta razza di canaglie». Sarebbe anche bene che il presidente della Regione, a tutela di tutti i Liguri che legittimamente rappresenta, prendesse in considerazione un'enorme richiesta di danni morali da fare, sempre ai Savoia, perchè come ha scritto il senatore Longhi nella sua interpellanza: nel 1849 «...il popolo genovese insorse nella speranza di riottenere l'indipendenza, ma il re dette ordine di reprimere l'insurrezione». Un Tribunale internazionale, oltre che ristabilire il diritto della popolazione ligure a riavere la sua legittima indipendenza, quanto valuterebbe i danni morali subìti da una Comunità a cui è stata imposta, illegittimamente e con la violenza, per 192 anni, la perdita della sua legittima indipendenza (dal 1815)?

Vincenzo Matteucci e-mail