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Il Secolo XIX

Mercoledì 27 febbraio 2008

ditelo a Maggiani

Andiamo al seggio a dire “rifiuto di votare”

Invece di menarla con le candidature dei partiti, che tanto sono “bloccate” e “stabilite” da lor signori, perché non ci interessiamo della vera vergogna dei rimborsi elettorali? Sembra che si siano approvati una legge che consente loro di prendere i rimborsi elettorali non calcolando il numero vero di voti presi, ma facendo riferimento a tutti i cittadini che hanno diritto di voto! I partiti cioè si spartiscono la torta del rimborso elettorale calcolando anche tutti coloro che o non vanno a votare o annullano il voto o votano scheda bianca. Se è così è una vera truffa ed è sempre più giustificata l’arrabbiatura della gente! Potremmo mettere in atto una vera strategia di boicottaggio, chiedendo al segretario del seggio di verbalizzare il nostro “rifiuto di voto per protesta”. Se tantissimi fanno questo, si intasano i seggi elettorali e tale protesta diventa palese e verbalizzata. Sembra che il segretario di seggio non possa rifiutarsi.

Vincenzo Matteucci e-mail