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Lettera di Renata Oliveri
candidata alla carica di Presidente della Provincia di Genova



e-mail di lunedì 04/06/2007 ore 14.02

Nel 2002 il consiglio provinciale di Genova ha approvato una mozione e un ordine del giorno in merito ai temi proposti dal Movimento indipendentista ligure.
Tali documenti sono stati approvati a larghissima maggioranza da uno schieramento trasversale e impegnavano il presidente a “seguire con attenzione l'evolversi della vicenda assumendo ulteriori elementi presso gli uffici del Parlamento europeo e del Governo italiano”. Dove la “vicenda” consisteva nel “rivendicare ed esaltare le tradizioni repubblicane e di libertà dell'antica Repubblica di Genova” e nel seguire la richiesta di risarcimento danni alla città di Genova da parte dei Savoia.
Non risulta che nello scorso ciclo amministrativo il presidente in carica, oggi candidato della sinistra al ballottaggio, abbia onorato quell’impegno assunto in fine mandato dal suo predecessore.
Come ho già espresso verbalmente a molti amici rappresentanti del Mil, a cominciare dal candidato presidente della Provincia e candidato sindaco, il mio impegno in quel senso è invece convinto: come presidente della Provincia mi batterò perché quei valori siano riaffermati e perché “pezzi” di storia volutamente dimenticati, come le tragiche vicende del 1849, ritornino nel patrimonio culturale nostro e dell’Italia.
Per quanto riguarda la questione dell’ingentissima somma che i porti liguri versano annualmente allo Stato, senza alcun ritorno, faccio riferimento, in modo altrettanto convinto, alla nostra visione di federalismo fiscale che comprende senza dubbio, e a maggior ragione, questo argomento.
Renata Oliveri




e-mail di risposta di lunedì 04/06/2007 ore 17.30

Cara Oliveri,

ti ringraziamo per la sollecita e cortese risposta che hai inviato al M.I.L. in replica al comunicato odierno.

Nel merito osserviamo che la "storica mozione" approvata dal Consiglio Provinciale nel 2002, presidente Marta Vincenzi, contiene degli elementi di genericità ed ha, di fatto, un valore eminentemente culturale, pur essendo stata la base da cui è scaturita la "battaglia" sulla Premessa Storica allo Statuto della Regione Liguria, cui hanno esplicitamente aderito ben 21 comuni, una comunità montana e due circoscrizioni di Genova.

Il riferimento dell'attuale comunicato stampa, invece, è ben più preciso ed è l'interpellanza fatta a quattro ministri del governo Berlusconi dall'allora senatore Ds Aleandro Longhi nella parte in cui dichiara che l'unico modo per riparare alla perdita illegittima e violenta dell'indipendenza subita dalla Liguria è quello di... restituirgliela!

Ovvio! Purtroppo ciò che non è ovvio è quale sia la strada da intraprendere per ottenere il riconoscimento e l'esercizio del diritto (che la Liguria ha a ritornare indipendente non avendo mai votato il plebiscito di annessione all'Italia) che noi del M.I.L. siamo certi sussistere (e tu?).

Ciò che chiediamo ai candidati è un impegno altrettanto preciso, così sintetizzabile.
1. Avere un parere (positivo) da un eminente avvocato internazionalista (ad es., Sergio Maria Carbone) sulla effettiva e documentata esistenza storico-giuridica di tale diritto. Il parere dovrebbe anche indicare quali sono le strade da seguire per un "formale" riconoscimento del diritto.
2. Sulla base di tale parere decidere quali azioni intraprendere a livello internazionale per ottenere il riconoscimento "formale" del diritto.
3. Valutare assieme ai parlamentari liguri e all'avvocato internazionalista in quali forme sia possibile porre il problema anche a livello italiano.

Noi riteniamo che una tale attività non solo non interferisca con l'ordinaria e straordinaria attività della Provincia (che farà quanto promesso agli elettori), ma che sia un fiore all'occhiello dell'Amministrazione che sarebbe impegnata "tangibilmente" a far risorgere nella nostra comunità provinciale un forte spirito ligure, foriero di risultati positivi.

In questo contesto non va dimenticato il grande successo del movimento indipendentista scozzese (attualmente primo partito della Scozia avendo iniziato la sua attività politica 46 anni fa con lo 0,3%) e la tendenza che si ha a livello mondiale ad avere stati più piccoli. Ad esempio quando le tre Repubbliche baltiche sono diventate indipendenti non hanno mica fatto un unico "stato federale baltico". E Malta? È indipendente dal 1966 e non raggiunge i 400.000 abitanti. E non dimenticare che tutta la Liguria conta elettoralmente meno della sola città di Milano e, purtroppo, non conta assolutamente nulla a livello del Parlamento Europeo (invece Malta, il Lussemburgo, le tre Repubbliche Baltiche, ecc. eleggeranno da 4 a 7 parlamentari e a turno avranno la presidenza semestrale dell'Europa).

Infine, circa la questione dei tributi portuali, osserviamo che il M.I.L. ha fatto numerossime proposte (e altre ne abbiamo nel cassetto) nell'interesse esclusivo dei cittadini: si potrebbe valutare con maggiore calma (leggi: finita la tornata elettorale) quale di tali proposte possa trovare l'interesse dell'amministrazione provinciale, ben sapendo, purtroppo, che per porle in essere saremo soggetti alle leggi italiane e agli umori del governo romano.

Restiamo in attesa di conoscere quale sia la tua posizione su quanto ti abbiamo sopra esposto e siamo disponibili, se serve, ad un incontro.

Con cordialità
Vincenzo Matteucci e Franco Bampi




Fax di controrisposta di martedì 05/06/2007 ore 18.52

Renata Oliveri
candidata alla carica di Presidente della Provincia di Genova

Spettabile M.I.L.
Via XX Settembre 21/7
16121 Genova

Genova, 5 giugno 2007

Caro Matteucci e caro Bampi,

Permettetemi in apertura, per chiarezza, di comunicarvi di non aver mai ritenuto che la mozione approvata dal consiglio provinciale nel 2002 fosse "storica": ho letto con attenzione sia il verbale di quella seduta, sia i molti documenti da voi proposti anche sul sito e, evidentemente, quel documento è il risultato di una mediazione.

Ma si tratta, appunto, di "qualcosa". Di un impegno assunto dalla presidenza della Provincia e poi non onorato - quando è stato presidente - dall'attuale candidato dei partiti che si definiscono di sinistra.
Immagino che già togliere dagli archivi quell'impegno e trasformarlo in attività concrete possa essere un risu1tato non solo per il Mil, ma per tutti i genovesi che intendono rivivere l'orgoglio della propria storia.
Poiché, però, voi chiedete altro, non ho comunque problemi a rispondere.

Ritengo che i valori ai quali fate riferimento possano interessare sia coloro che, come voi e il Mil, propugnano il raggiungimento dell'indipendenza ligure, sia tutti coloro che - anche da un punto di vista culturale - credono che la conoscenza e la difesa delle proprie radici abbia un profondo significato per costruire la storia di domani.

Grazie al cielo nel nostra Paese hanno diritto di cittadinanza e di voce sia quelli che auspicano, un giorno vicino o lontano, di trasformare la propria testimonianza in pacifica conquista politica, sia coloro che si avvicinano ai problemi in modo più moderato.
E credo che un presidente della Provincia, al di là di forzature e di facilissime promesse preelettorali, debba rappresentare tutti ed essere interlocutore di tutti. Ed è quanto io farò.

Nel particolare, mi pare che le richieste contenute nella vostra cortese lettera non possano che trovare una convinta apertura. Vale a dire credo che sia senza dubbio possibile, già entro il primo anno di nostra attività, organizzare un convegno al quale partecipino rappresentanti delle istituzioni, parlamentari e giuristi dove dibattere il tema della mancata adesione formale di Genova all'allora regno sabaudo.

Su quella base intendo assumere eventuali decisioni suffragate da pareri legali e sostegni politici. Ripeto: è un argomento che può interessare sia chi, come voi, crede in un nostro destino "scozzese" sia chi ha come obiettivo il tentativo di capire meglio la storia della propria terra.

Ma non solo. Come Provincia bandiremo una borsa di studio annuale, rivolta agli studenti universitari, per tesi su questi argomenti (dal punto di vista storico, giuridico e sociale) al fine di recuperare quanto la storia ufficiale ha provato a toglierci e di interessare soprattutto i giovani a queste tematiche.

Sia chiaro, quanto vi scrivo ha poco a che fare con il voto di domenica. Ma è parte di un programma ben preciso che non ho difficoltà a proporre e a mettere in atto. Mentre mi piacerebbe sapere come l'altro candidato possa impegnarsi seriamente su questi (ma anche su molti altri e di altro tipo) temi dopo cinque anni di rassegnata gestione del declino della nostra terra.

Con sincera cordialità



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